Via Romana, Oltrarno: l’autostrada più stretta del mondo

NAZIONE FIRENZE 20/3/2013

Via Romana nella morsa di bus e pullman.Vibrazioni e crepe sui muri: un terremoto»
Un traffico quotidiano da 180 corse Ataf e 200 torpedoni a due proni
di CLAUDIO CAPANNI

“LA CASA dalle finestre che tremano”. Via Romana: quel palazzone davanti al museo de La Specola, chi ci abita, ormai si è rassegnato a chiamarlo così. Colpa dei quattrocento autobus che ogni giorno pestano sulla strada bombardando di vibrazioni i palazzi da porta Romana a piazza san Felice.

Un terremoto perpetuo nel cuore dell’Oltrarno, a una manciata di metri dal paradiso pedonale di piazza Pitti, che picchia senza tregua dall’alba al tramonto. A dare la sveglia alle 7 di mattina ci pensano le corse delle linee Ataf 36, 37 e 11, complice un asfalto colabrodo che amplifica il rumore dei bestioni.

E’ il primo dei 60 passaggi giornalieri di ognuna delle quattro linee che servono la riva sinistra dell’Arno. In pratica un tuono ogni cinque minuti. Una media di 180 corse al giorno che, sommata a quella dei camion di Quadrifoglio impegnati nello svuotamento dei cassonetti di piazza san Felice, dei taxi e dei duecento bus turistici a due piani, fa salire la quota di mezzi pesanti che scorazzano sotto le finestre a quota quattrocento. Poco importa se dopo la pedonalizzazione il transito di auto sotto la porta telematica di via Romana si è ridotto del 40 per centro. Il record qui lo fanno i torpedoni. In negativo. Tanto che dopo due anni hanno mandato in tilt i nervi degli abitanti.

“Questa strada ormai è una tangenziale – spiega Maria Vannello, residente al civico 3 nel punto più stretto della via – la mattina presto mobili e solai iniziano a ballare dandoci il buongiorno. Qui si riversano tutti i mezzi pesanti che scendono dalla Certosa e fino alle 8 di sera non c’è verso di trovare pace. I più fastidiosi sono i bus a due piani perché sembra quasi che ti entrino in casa”.

Così mentre dagli autobus i turisti allungano gli occhi verso viale della Meridiana fin dentro Boboli, in casa regna un moto perpetuo. Tanto che i residenti, esasperati, hanno chiesto a Palazzo Vecchio un sopralluogo all’Ufficio Tecnico. “Che si è concluso – dicono – solo con sistemazione di un tombino, mentre la strada in molti punti è visibilmente affossata sotto il livello dell’asfalto”.

ALL’ORIGINE del frastuono, secondo gli abitanti, c’è un problema strutturale. “Nell’aprile di due anni fa – spiegano – vennero eseguiti tre allacciamenti alla rete del gas, durante i quali l’asfalto venne scoperchiato. Da quel giorno non c’è stata più pace”.

Durante l’allacciamento infatti sotto al manto stradale si sarebbe creata una sorta di intercapedine, che, mai colmata al termine del cantiere, ora fungerebbe da cassa di risonanza, trasmettendo le vibrazioni dei mezzi pesanti alle fondamenta dei palazzi. “Vibrazioni originate da una pavimentazione incerottata – commentano – che amplifica il rumore dei pneumatici. Siamo preoccupati che si possano verificare crolli”. Una teoria che trova riscontro nelle facciate delle case del tratto Ronco-Pitti, ricoperte dalle prime cicatrici delle crepe che si sommano alle condizioni del manto stradale, risanato di fresco e già sconnesso.

OLTRE all’allarme strutturale però ci sarebbe anche quello per la salute dovuto all’inquinamento, per quantificare il quale i residenti, che hanno dato via a una raccolta di immagini e registrazioni, stanno pensando di rivolgersi all’Asl fiorentina.

Un nodo sul quale nei mesi scorsi ha puntato il dito anche il Comitato Oltrarno Futuro chiedendo soluzioni per via dei Serragli, Mazza della Calza e via di Santo Spirito soffocate dai “bestioni” turistici.

“Questa strada è incapace di sostenere una mole di traffico del genere – concludono – quindi le alternative sono due: o il Comune effettua una verifica approfondita delle condizioni del sottosuolo stradale che appuri la nostra incolumità oppure serve un cambio della viabilità. Magari con una linea scambiatrice che, davanti a porta Romana, consenta ai turisti di circumnavigare l’Oltrarno. Chi vorrà, verrà a vederselo a piedi”.