Via de’ Serragli (Oltrarno), il sismografo dice il traffico è come un terremoto

CORRIERE FIORENTINO 9/6/2013
Via Serragli e gli autobus «Ogni giorno 150 scosse»
Per ventiquattro ore con i geologi e i sismometri nelle case che tremano «Vibrazioni della stessa potenza in Garfagnana, rna qui durano un secondo»
Gaetano Cervone

Ci sono 150 «scosse» di terremoto al giorno al civico 170 di via Serragli, provocate dal passaggio degli autobus che impattano nelle buche della strada. E per almeno una trentina di volte il palazzo a pochi metri da piazza della Calza trema come se ci fosse un sisma di 4,8 gradi della scala Richter con epicentro ad ottanta chilometri di distanza. La stessa magnitudo del terremoto in Garfagnana dello scorso 25 gennaio. E così il tremore avvertito anche a Firenze alle ore 15,47 di quel giorno, a casa della signora Lucia Fernandes in via Serragli 170 si verifica quotidianamente per almeno trenta volte. Numeri impressionanti, ma niente panico da terremoto perché le «scosse» in via Serragli sicuramente creano disagi e crepe nei muri di alcuni palazzi, ma gli scossoni causati dagli autobus durano circa un secondo rispetto ai dieci che a gennaio fecero tremare quasi l’intera Toscana. La differenza dunque tra un sisma vero e una forte vibrazione in questo caso non passa tanto dall’intensità, ma dalla durata della «scossa».

Comunque sia si tratta sempre di numeri che preoccupano gli abitanti di via Serragli che non a caso nei giorni scorsi hanno portato in strada la loro protesta. Numeri certificati e rilevati sul campo dai ricercatori della Fondazione Prato Ricerche, diretta da Gilberto Saccorotti, e da quelli del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, la squadra che guidata dal professore Nicola Casagli ha monitorato i movimenti della Concordia all’Isola del Giglio.

Mercoledì 5 giugno l’ingegnere ambientale Veronica Pazzi e i geologi Andrea Fiaschi e Alessia Lotti, monitorati dal professore Saccorotti, hanno installato tre apparecchi, uno per ogni piano, nello stabile della signora Fernandes per misurare per 24 ore la velocità e l’accelerazione del suolo. Ogni sismometro misura le tre componenti della vibrazione lungo tre assi cartesiani (due orizzontali ed uno verticale) e i tre strumenti, installati lungo la parete verticale su tre piani della palazzina, misurano la velocità e l’accelerazione del suolo Zoo volte al secondo. Risultato: per i 5o volte è stata superata la soglia minima di percezione delle vibrazioni, scosse continue che per trenta volte (per la durata di i secondo) hanno fatto registrare gli stessi valori delle vibrazioni riportati dal sismografo dell’osservatorio Ximeniano in Borgo San Lorenzo il 25 gennaio, giorno del terremoto in Garfagnana. Tremano dunque i palazzi in via Serragli al passaggio degli autobus, da tempo i cittadini lo denunciano, infastiditi dal continuo movimento dei pavimenti e preoccupati per le continue crepe che continuano a formarsi nelle proprie abitazioni. La pesantezza e la velocità dei mezzi assieme alle buche della strada sono le cause delle 150 «scosse» al giorno: dai dati delle rilevazioni emerge che in un’ora l’edificio monitorato dai sismometri è stato sottoposto ad 8 vibrazioni ritenute «importanti», cento volte più forti delle normali sollecitazioni a cui lo stabile è sottoposto. Quando il bus poi centra la buca proprio di fronte al portone, la casa è sottoposta per un secondo ad un terremoto di magnitudo 4,8 gradi Richter con epicentro ad ottanta chilometri di distanza. Ê soprattutto la velocità con cui si percorre via Serragli a far tremare i palazzi: ulteriori dati registrati dai sismometri evidenziano infatti che la velocità media in questo tratto di strada si attesta sui 6o chilometri all’ora. I ricercatori hanno infatti analizzato, grazie alla presenza di un avvallamento nell’asfalto di fronte al portone del palazzo monitorato, la frazione di secondo che passa tra i due picchi delle vibrazioni dovuti all’impatto delle ruote anteriori e posteriori, calcolando così le velocità, che in alcuni casi è arrivata anche a go chilometri orari. In questo caso, la scossa provocata da un auto, ha fatto registrare una magnitudo simile a quella provocata dal passaggio degli autobus: dunque anche un veicolo più leggero di un bus ha fatto tremare l’appartamento della signora Fernandes, e non poco. Ma sono in tanti in via Serragli a denunciare lo stesso disagio, lo fanno da tempo. Solo negli ultimi quindici giorni sono stati organizzati due flash mob per chiedere lo stop al passaggio di pullman turistici e la sostituzione degli attuali bus dell’Ataf con bussini elettrici, in modo da limitare smog e vibrazioni.

Il sindaco Matteo Renzi, dopo la prima protesta, si era recato in via Serragli annunciando il rifacimento della strada. Poi è arrivata l’ordinanza di Palazzo Vecchio che consente il solo passaggio degli autobus per il trasporto pubblico. Ma non è bastato, perché giovedì i residenti sono tornati in strada con mascherine e cartelli, mentre nell’ufficio del Sindaco è arrivata la diffida firmata tra 8o persone tra residenti e commercianti di via Serragli che rilevano «un comportamento omissivo dell’amministrazione comunale», a partire dallo smog fino alle crepe sui muri provocate, secondo i residenti, proprio dalle continue vibrazioni dovute al passaggio degli autobus.

Quella delle stabilità della case è una preoccupazione generalizzata che riguarderebbe molte famiglie, anche perché non è possibile assicurare l’appartamento per eventuali danni dovuti a vibrazioni: «Al momento questa possibilità non è compresa nei contratti assicurativi – spiega Guido Borgi, consulente ai servizi assicurativi Nell’eventualità qualche agenzia decida di farlo, certamente non assicurerebbe alcuna abitazione in via Serragli poiché si tratta di un sinistro già in atto, non siamo più in presenza del rischio, ma della certezza».

L’intervista
Il capo ricerca: tranquilli, tanto sono brevi terremoti

Professor Gilberto Saccorotti, cosa emerge dai sismometri installati in via de’ Serragli?
«Da una prima analisi abbiamo rilevato che le sollecitazioni indotte dal passaggio dei bus portano a vibrazioni dell’edificio che superano la soglia della percezione della vibrazione. E questo accade almeno 15o volte ogni giorno».
Si sfora di molto?
«Non tantissimo, ma resta il fatto che siamo in presenza di 150 piccoli terremoti, per fortuna di durata non superiore ad un secondo e di diversa intensità».
Si rischia di violare qualche legge?
«Non esiste una normativa che definisca il livello massimo di vibrazioni accettabili, ma solo dei valori empirici che stabiliscono delle soglie di sicurezza».
Ci sono dei rischi per le abitazioni in via de’ Serragli?
«Le vibrazioni non sono straordinarie come entità, ma c’è da notare la frequenza con cui avvengono, anche alla luce del fatto che tali vibrazioni su edifici di cemento armato possono avere degli effetti, su stabili di almeno 150 anni – come nel caso di via de’ Serragli – magari potrebbero comportare danneggiamenti. Ma per questo tipo di valutazione ci vorrebbero altri rilievi e soprattutto del tempo per stabilirlo».
(G. Ce.)