“Se il sindaco pronunciasse quella frase…”

SE IL SINDACO PRONUNCIASSE QUELLA FRASE…

di Vincenzo Bonaccorsi*

Caro direttore,

chiedo nuovamente la sua cortese attenzione riguardo alla vicenda della Ludoteca e del giardino Nidiaci; il suo giornale ha già dato notizia del fatto che attualmente la Ludoteca non si trova nei locali di via Della Chiesa 48, quelli di fronte alla scuola elementare Torrigiani, quelli che dal 1923 per 89 anni sono stati di uso pubblico per i bambini del quartiere, e lo splendido giardino dietro l’abside del Carmine è chiuso. Adesso chi guarda dall’inferriata in via dell’Ardiglione vede una grande palizzata che separa parte del giardino (quello in cui ci sono i giochi all’aperto dei bambini) dal resto, per dei lavori dei quali non c’è dichiarazione all’esterno del cantiere. Che succede?

Il complesso Nidiaci (palestra, ludoteca, giardino, limonaia) è l’oggetto di un atto di filantropia che ha dato al quartiere e alla città di Firenze un bene di enorme valore pratico, ma anche simbolico, di quelli che danno identità a un luogo, lo rendono per l’appunto diverso da un non-luogo, secondo la celebre definizione di Marc Augé. Quando nel 2010 il privato che aveva acquistato all’asta parte di questo complesso (dopo che la donazione al Comune fatta dal precedente proprietario si era arenata) chiese che fosse eliminato il vincolo stabilito nel Piano regolatore, l’Amministrazione oppose giustamente un rifiuto “essendo consolidato l’uso pubblico dell’area” come si legge nella controdeduzione (protocollo 52973/07/10), e fu mantenuto il vincolo Zona G, cioè: attrezzature e servizi pubblici di quartiere. Nel Piano strutturale, tavola 10, tutta l’area del giardino, sia quella pubblica che quella privata, è indicata come “Verde pubblico esistente”. La ludoteca e il giardino saranno restituiti ai bambini dell’Oltrarno? C’è un impegno chiaro dell’amministrazione in questo senso? Certo la via più facile sarebbe quella di ottenere anche dall’attuale proprietario un gesto filantropico che prosegua la più nobile tradizione del quartiere, la società “Amore & Psiche”, che prende il nome dalla più bella favola della mitologia greca, si guadagnerebbe la riconoscenza della città. Ma oltre alla filantropia c’è il diritto, c’è l’esistenza del prevalente interesse pubblico, e ci sono gli strumenti legali e le soluzioni amministrative con cui tutelarlo. Quando in Consiglio Comunale saranno ascoltate le interrogazioni dei consiglieri Valdo Spini e Giovanni Fittante, presentate recentemente, il sindaco Renzi potrebbe usare la stessa limpida frase che ha pronunciato a proposito della libreria Edison e dire: “Nei locali di via della Chiesa 48 c’era una Ludoteca e una Ludoteca ci sarà”. In questo modo farebbe onore alle parole del sindaco La Pira, che sono state scelte come introduzione al Piano strutturale: “amatela questa città, come parte integrante, per così dire, della vostra personalità. Voi siete piantati in essa: in essa saranno piantate le generazioni future che avranno da voi radice: è un patrimonio prezioso che voi siete tenuti a tramandare intatto, anzi migliorato ed accresciuto, alle generazioni che verranno.” Io credo che occorra fare della vicenda dei Nidiaci un caso di rilevanza cittadina, un’occasione perché la città si guardi allo specchio, e lo specchio questa volta è …la targhetta sul campanello di via Della Chiesa 48.

*Comitato Oltrarno Futuro

[lettera pubblicata - con piccoli tagli rispetto al testo integrale - sul Corriere Fiorentino il 20.2.2013]