Renzi, l’Oltrarno e l’arte di far entrare l’asino recalcitrante nella stalla

Pubblichiamo un intervento, a titolo personale, di Concetta Gautam.

Ero al Cestello, e ammiravo la stupenda piazza, la splendida chiesa dalle cui finestre le vetrate rimandavano i colori del tramonto infuocato sull’acqua. La magia dei suoi riflessi sull’Arno mi faceva immaginare la cattedrale fiabesca di un mondo fatato dentro le acque del fiume. Camminando con il naso all’insù rapita inciampo nel pavimento sconnesso, torno alla realtà. La piazza del Cestello è in uno stato di abbandono pari a quello di p. del Carmine.

La giunta si dice così sensibile al decoro di p. del Carmine, alla sua bellezza sfregiata dalle macchine, al punto da volere mandarle via (quelle dei residenti) e di volere sotterrare in una buca quelle dei turisti, shoppisti, aperitivisti. Come mai l’esteta sindaco non guarda al Cestello con il medesimo imperativo estetico? Anzi al Cestello ce ne manderebbero delle altre di macchine,quelle deportate da piazza del Carmine. Cosa rende diverse le due piazze, qual è la differenza? Mi guardo intorno e vengo fulminata da una rivelazione:

AL Cestello non c’è la dolce vita, la rampante notte è più in là. Ecco la differenza.

Sapete come si fa entrare nella stalla un asino recalcitrante che non vuole entrare? Si tira per la coda verso fuori…..e lui per liberarsi tira in senso contrario ……ed entra nella stalla!

il trucco è questo,anche l’ ultima ”provocazione”di Renzi, l’arroganza di definire ’’gruppetto sparuto’’ chi si oppone alla’’buca in piazza’’ la leggo così… sa benissimo, ma certo che renzino sa benissimo, che il quartiere tutto è contrario, la curia è contraria… e lui è ragazzo di bottega parrocchiale certo lo sa… come sa che le attività economiche locali sono perplesse e contrarie… beh non tutte, la Dolce Vita no e neanche il Cavalli Club per ora chiuso ma che riaprirà prima o poi. Ritornerà con tutta la sua arroganza e una bella piazza tutta libera che potrà essere riempita di faraonici dehors per maree di cafonals. Oltretutto dehors in piazza potrebbero risolvere l’empasse giudiziaria di Cavalli Club e favorirne il dissequestro e la riapertura.

Ecco la vetrina chic ed elegante, riempire la piazza di dehors. Altri fondi aspettano di essere riccamente affittati se guardiamo intorno alla piazza, li troveremo tutti ‘’dehorsabili‘’ tutti per le notti ‘serene’ di chi vive e soprattutto vorrebbe dormire…..

Immaginiamo un attimo se renzetto avesse semplicemente detto, ”alè togliamo le macchine….su via facciamoli lavorare … riempiamo la piazza di pollai e tavolini.” Sarebbe successo un ’48…schiere di residenti ed abitanti che da anni firmano petizioni, promuovono azioni imbufaliti esasperati da anni di notti insonni, stremati dall’assenza di qualunque rispetto o ascolto da parte dell’amministrazione, come minimo avrebbero occupato Palazzo Vecchio, si sarebbero legati alle catene, avrebbero bruciato ritratti di Renzi in piazza all’insegna delle rivolte più invelenite.

Se invece il furbetto tiene un quartiere a lottare contro la buca… tra un anno saremo magari contenti”della nostra vittoria”,gli avremo liberato la piazza ”per mostrare la nostra buona volontà” che non sia mai detto che ci si opponga all’imperativo categorico morale ’’liberare dalle macchine p.del Carmine non è più rimandabile’’ e quasi lo ringrazieremo tirando un sospirone, ‘’abbiamo impedito la buca’’….’’ Beh, sì c’è la piazza piena di pollai e cafonals by night….. Ai residenti rimarrà una strana sensazione giù, nel fondo schiena.

Non si conducono così le trattative …”tu dare me specchietti io dare te pietruzze’’ soprattutto quando ci mostrano specchietti per allodole e le pietruzze sono l’oro della vita, del riposo, della serenità in piazza.

E’ ovvio che l’accanimento con cui vogliono ‘liberare’ la piazza in realtà nasconde un trucco. C’è chi ce l’ha di istinto, è carattere,è un’arte la vendita di pentole, di tappeti, di patacche. Berlusconi è un grande,ma Renzi non scherza. Le trattative le conduce con finezze psico-sociologiche ….da stallatico. ….sapete come si fa entrare nella stalla un asino recalcitrante che non vuole entrare….

Penso invece che le trattative si conducano in un altro modo. E’ da ‘’acquirente dilettante’’ chiedere lo sconto quando il commerciante sta già confezionando ‘’il pacco’’

Come del resto ogni commerciante sa quando l’acquirente ha già aperto il portafoglio non farà più lo sconto.

In una contrattazione equa se si toglie si deve anche dare. Togliere le macchine solo ”per far vedere quanto siamo bravi che ci sacrifichiamo all’imperativo di bellezza è veramente da bischeri……se non mettiamo paletti…. le macchine si tolgono ….ed arrivano i tavolini. Ecco perché bisogna chiedere assicurazioni precise che non vengano estese concessioni di suolo pubblico ai locali oltre al già esistente a salvaguardia della quiete.

Liberare la piazza dalle macchine può avvenire solo nel momento in cui venga potenziata una mobilità ecosostenibile – anche notturna – altrimenti la vita dei residenti e degli stessi lavoratori d’Oltrarno diviene da difficoltosa, drammatica e non si argina la”fuga”dal quartiere (e chiusura delle attività commerciali locali).

Che provino i membri della giunta a sopperire al trasporto quotidiano di bambini, portarli a ginnastica, nuoto (in un quartiere senza attività giovanili), fare la spesa, andare a lavoro, portare a fare analisi gli anziani (che a piedi non ci possono andare,visto che il presidio non c’è più) fare la spesa, senza adeguata mobilità e macchina posteggiata a chilometri di distanza.

‘’Liberare p. del carmine non è più rimandabile’’, ma per chi? Per la Dolce Vita, per Cavalli, per le immobiliari che attendono di affittare fondi in piazza?

Prima si trovino soluzioni in un contesto di riorganizzazione globale.