Parcheggi, una proposta alternativa per l’Oltrarno

L’architetto Paolo Ameglio, che ha una lunga esperienza nel settore del recupero di edifici antichi, ha scritto una proposta chiara e organica per affrontare tutto il problema della viabilità nella parte dell’Oltrarno che ruota attorno a Borgo San Frediano.

I riferimenti saranno subito chiari per chi ci vive, ma siccome per noi è prezioso lo scambio di idee con chi vive situazioni analoghe, ad esempio a Torino o a Milano, premettiamo qualche piccolo chiarimento.

L’Oltrarno, con vie ideate per pedoni e cavalli, è attualmente sommerso da un traffico scarsamente attenuato da una zona a traffico limitato solo diurna. L’improbabile soluzione proposta dal Comune consiste nell’aprire il cuore del quartiere al traffico tutto il giorno, costruendo un immenso parcheggio sotterraneo a (salato) pagamento nell’acquitrinoso sottosuolo davanti alla storica chiesa del Carmine.

Appena fuori le mura, esiste invece una zona di edifici pubblici (l’Anconella e Santa Rosa), di costruzione recente e appartenenti al Comune e alla Regione, che ospitano l’anagrafe e un grande complesso dell’ASL. Tutto in via di svendita e di dismissione.

Paolo Ameglio propone in sostanza di trasformare una parte di questa zona in un grande parcheggio sopra e non sotto il livello della strada, con una capienza di 1000 posti (contro i 209 nella proposta di Piazza del Carmine).

Un progetto fondamentale, ovviamente tutto da discutere.

Ecco cosa scrive Paolo Ameglio:

IL PARCHEGGIO INTERRATO DI PIAZZA DEL CARMINE

PROPOSTA ALTERNATIVA

Nel dibattito in corso l’ultima proposta operativa fornita dal Comune è stata incentrata sulla eventualità di realizzare un terzo piano interrato da riservare per i residenti del quartiere. Dopo le difficoltà che si sono verificate, per eccesso di megalomania, in Piazza Ghiberti, ancora non si resce a capire che la falda freatica nel nostro territorio è situata ad una esigua profondità: lieviterebbero i costi e la durata dei lavori potrebbe superare i tempi previsti già insopportabili.

Nel recente incontro avvenuto in Palazzo Vecchio una commissione promossa dall’assessore Mattei ha palesemente mostrato un notevole calo di convincimento sull’opportunità di accelerare le procedure: si va verso una pausa di riflessione.

A questo punto si presentano la possibilità e la necessità che sia la cittadinanza a farsi parte propositiva, mostrando che essa è capace di trovare soluzioni coraggiose e interessanti: l’obiettivo è quello di ottenere il più alto grado possibile di pedonalizzazione dell’Oltrarno.

Innanzi tutto bisogna “LIBERARE LE PIAZZE DELL’OLTRARNO” eliminando completamente i parcheggi, con alcuni interventi che si ritengono migliorativi.

PIAZZA DEL CARMINE

L’appendice nella quale sono stati collocati i cassonetti interrati conserva la sistemazione attuale compreso il parcheggio residuale.

Per la parte principale si propone un intervento quasi banale e scontato: una vasca centrale con la fontana, tanti alberi e comode panchine di legno, rifacendosi all’atmosfera di Piazza S. Spirito, senza spazi per il gioco dei bambini, data la presenza dell’ampio “recinto” ricavato nel giardino che va dal Torrino di S.Rosa fino al ponte alla Vittoria.

La progettazione potrebbe essere oggetto di concorso nazionale per giovani professionisti.

PIAZZA TASSO

Eliminazione del parcheggio allargando il giardino e razionalizzando nel contempo i collegamenti con il Viale Petrarca e Via Villani.

PIAZZA DEL CESTELLO

Uno dei casi più cervellotici circa l’utilizzo dello spazio: gimkana per le auto sia in accesso che in uscita, percorsi pedonali assurdi che invitano al salto delle catenelle con frequenti incidenti e vanificazione di un insolito e curioso connubio fra una piazza e il sagrato di una chiesa, non importante quanto S. Spirito e il Carmine, ma che comunque ha un particolare significato, giacchè è quella del santo che ha dato nome al quartiere, un frate venuto dalla glaciale Irlanda e per questo ribattezzato Freddy dai fiorentini.

PIAZZA DE’ NERLI

La singolare conformazione dello spazio sembra un “refuso” del tessuto urbano pomposamente definito piazza. Da liberare comunque la parte centrale dandole un senso con elementi di arredo finalizzati ad una sistemazione più ordinata del mercatino.

IL RECUPERO DEI PARCHEGGI CANCELLATI

Si apre a questo punto il problema di trovare spazi alternativi, perchè le automobili, ancora per qualche decennio, e cioè fino a quando la tecnologia non partorirà soluzioni sostitutive, si dovranno spostare ma non si potranno distruggere. Il numero è importante, perchè la “ripulitura” delle piazze comporta una perdita di 350-400 posti-auto.

L’attenzione è stata posta sul complesso costituito dall’Anconella e dal contiguo fabbricato della ASL. Il comparto mostra alcune caratteristiche singolari. L’Anconella, allo stato attuale, è praticamente vuota, ma in attesa della definizione di un programma di recupero e di riutilizzo che presubilmente comporterà per le attività insediande la necessità di dotarsi di parcheggi, non sapendo ancora se gli spazi interni saranno sufficienti, potrebbe trovarsi nella condizione di dover reperire spazi di sosta in una zona già congestionata.

L’edicio contenente le attività sanitarie è in una situazione opposta rispetto all’Anconella; con il trasferimento di alcuni ambulatori e del servizio relativo al 118, risulta in parte svuotato. Se la tendenza mantiene il segno attuale, potrebbe risultare opportuno conservare nella zona le attività essenziali collegate alla gestione delle analisi mediche ed attività amministrative ad esse collegate. Tale servizio, molto apprezzato dalla cittadinanza, potrebbe essere collocato in un edificio posto in Via S. Monaca, proprio accanto al complesso del Carmine, ed attualmente per intero occupato da attività similari a quelle di S. Rosa.

Si fa inoltre presente che il fabbricato ASL comincia ad accusare segnali di vecchiaia: in alcune parti si notano i ferri della struttura scoperti. L’edifcio è un manufatto in cemento armato di scarsa duttilità e pertanto difficilmente ristrutturabile per utilizzo diverso da quello primigenio.

La demolizione dell’immobile renderebbe disponibile il sedime, perfetto per contenere un garage meccanizzato nel quale travasare i posti “persi” e quelli previsti nel parcheggio interrato di Piazza del Carmine. Il piano di posa si trova ad una profondità tale che nell’attuale interrato trovano ricovero le ambulanze. Pertanto non verrebbero effettuati scavi e il montaggio del nuovo contenitore potrebbe essere risolto a secco”. Inoltre si fa presente che mantenendo l’ingombro volumetrico pari a quello dell’attuale edificio, si potrebbe raggiungere una capienza pari a 1000 posti, il tutto al di fuori della cinta muraria.

In sintesi quasi la metà dei posti verrebbe intesa come pertinenziale alla zona blu, la rimanenza sarebbe a piena disponibilità del soggetto interessato alla realizzazione (secondo i criteri del “project financing” illustrato in riferimento a Piazza del Carmine), tenendo eventualmente conto delle necessità relative all’Anconella.

PROVVEDIMENTI COLLATERALI

RELATIVI ALLA RIDEFINIZIONE DELLA ZONA BLU

A questo punto risulta quasi banale estendere la zona blu al limite delle mura, avendo l’accortezza di comprendere in tale zona anche il quartiere di S. Niccolò per il quale sussiste attualmente una situazione ibrida insoddisfacente per gli abitanti di una frangia urbana che fa parte del centro storico e in particolare dell’Oltrarno.

Per quanto riguarda la viabilità della zona di S. Frediano, la situazione attuale può essere per ora mantenuta adottando pochi ed elementari accorgimenti per la segnaletica stradale. Rimane la percorribilità del lungarno Soderini con divieto di svolta a sinistra per i mezzi privati. Per chi percorre Via Pisana alla Porta S. Frediano ha l’obbligo di svolta a destra in Viale Ariosto, dove da sempre la corsia in senso contrario, riservata ai mezzi pubblici, viene percorsa da chicchessia senza alcun controllo.

L’accesso e la percorribilità per gli aventi diritto rimane secondo le regole attuali; sarebbe opportuno studiare qualcosa per evitare l’uso dei Viali dei Colli per raggiungere la periferia in direzione est.

IPOTESI SULLA MOBILITA’ IN GENERALE

Quanto sopra delineato lascia aperti diversi dubbi e perplessità circa le abitudini correnti sul modo di muoversi nel tessuto urbano. I problemi da risolvere sono tanti e di diversa natura se ipotizziamo un modello che aspira al massimo della pedonalizzazione di una centro storico che già si presenta nelle sue dimensioni a misura d’uomo, magari più umano e cioè “pedone”. In questa fase di fermento abbiamo l’occasione, con scelte ben precise e coraggiose, di interrompere una perversa tendenza al devastante uso del territorio: un primo passo, una prima pietra su cui potremo lavorare.