Oltrarno, Renzi rilancia il parcheggio in Piazza del Carmine

Repubblica, 27 agosto 2013

Parcheggio Carmine, rilancio col terzo piano

Nuovo project di Fipark e Trevi: più grande la struttura interrata, 12 milioni il costo

ERNESTO FERRARA

PIAZZA del Carmine, Firenze Parcheggi ci riprova. Dopo la rivolta dell’Oltrarno e una pausa di riflessione che in Comune dura ormai dalla primavera, la società di gestione della sosta, che ha costruito un’associazione d’impresa con il colosso delle trivelle Trevi, è pronta a rilanciare: non più due ma tre piani interrati di parcheggio, è scritto nel progetto che consegnerà a Palazzo Vecchio già ai primi di settembre. Non più 200 ma 300 posti auto sotto terra proprio di fronte alla basilica, prevede la bozza di “project financing” che gli uffici della spa guidata da Carlo Bevilacqua e dall’uomo ombra di Renzi, Marco Carrai, hanno ormai in canna: «Un modo di venire incontro alle richieste emerse dai cittadini, quelle di creare nel sottosuolo più posti di quelli che ci sono oggi in superficie», dice Carrai.

E se il sindaco ha già chiesto ai suoi uffici di organizzare una grande assemblea pubblica per “tastare” gli umori del quartiere ribadendo però che la discussione non è più del “se” ma sul “come” fare il parcheggio sotterraneo, le associazioni del quartiere già meditano un nuovo autunno caldo di proteste.

E’ Renzi il primo sponsor dell’operazione:

«Faremo l’assemblea pubblica come annunciato, ma c’è da procedere», è l’input che il sindaco consegna ai suoi nelle riunioni di queste ore. In pratica l’annuncio di un ultimo tentativo di partecipazione popolare (dopo il percorso durato 4 mesi e condotto dall’assessore all’urbanistica Elisabetta Meucci) che già equivale ad un “avanti tutta”. Solo che non è Palazzo Vecchio il titolare dei possibili lavori: è Firenze Parcheggi, la società che gestisce i silos della sosta in città, l’incaricata di promuovere un project financing, ovvero un progetto di finanza. Della serie: la società investe per costruire il parcheggio, poi per 30 anni lo gestisce e ne incassa i proventi ripagandosi la spesa. E’ questo il punto più delicato: finora Fipark aveva proposto 2 piani di parcheggio e 8 milioni di euro di investimento prevedendo 201 posti di cui 36 in vendita a 65 mila euro l’uno. Proposta che ha fatto saltare in aria il quartiere: infuriato non solo per «l’impatto del cantiere» e «l’enorme aggravio di traffico che provocherebbe nella zona», ma anche per il fatto che prevederebbe meno posti di quanti ce ne sono in superficie, poco più di 200, e nessuno gratuito per i residenti.
Ora Firenze Parcheggi è pronta a rimediare: nella nuova bozza prevede 3 piani e 300 posti, con una spesa da 12 milioni circa. Per rientrare con l’investimento, Fipark immagina di mettere sul mercato non più 36 ma 100 posti a 50 mila euro l’uno. Probabilmente li venderebbe subito: col sondaggio di mercato fatto nei mesi scorsi aveva scoperto che ne avrebbe venduti subito, potendo, una quarantina. Il problema però rimane: come garantire ai residenti con permesso ztl almeno una quota dei posti auto gratuiti che gli verrebbero sottratti in superficie (la piazza diverrebbe pedonale)? Un’idea è quella di destinare ai residenti gli 80 posti di piazza del Cestello, che oggi è a pagamento, e la stecca di posti a “L” di fronte al “Loft” in piazza del
Carmine. In tutto un centinaio di posti, che però dovrebbe essere il Comune a mettere a disposizione. C’è anche un’altra ipotesi: Palazzo Vecchio potrebbe comprare qualche decina di posti sottoterra dedicandoli ai residenti, di fatto contribuendo all’investimento di Fipark. E’ una soluzione prevista dalle regole del project financing. Ma il Comune ha i 3-4 milioni di euro necessari? Non è ancora il momento di parlarne: «Quel che è certo è che la piazza del Carmine, così com’è, non può restare», dice l’assessore ai lavori pubblici Filippo Bonaccorsi.
A prescindere dal progetto, Renzi ci crede: «I fiorentini sono tornati in centro ma per riportarci la residenza servono i parcheggi », è il concetto che da anni va ripetendo. E ora si fa sul serio: la prima tappa, l’assemblea pubblica, già a settembre.