Nidiaci e liberalizzazione dell’apertura dei locali in Oltrarno

Penso che quasi tutti periodicamente ricevano (volentieri) il giornale del Quartiere 1 “il Reporter”. Iniziativa meritoria ed utile per conoscere le ultime sul quartiere.

Nel numero di Maggio 2013 a pagina 5 si trova un interessante articolo che tratta della lotta che in Oltrarno viene condotta dai residenti e in particolare da alcuni genitori che hanno fondato un’Associazione per garantire due volte alla settimana, con un opera di volontariato, l’apertura del giardino Nidiaci per i bambini del quartiere. Devo rilevare che l’articolo non esplicita chiaramente, a chi non è informato, che l’apertura riguarda solo il giardino ( una parte) ma non la ludoteca che per ora resta spostata in Via Maffia. Insomma l’occasione era buona per ribadire che la volontà popolare è di riportare la ludoteca al Nidiaci, riunificare la parte pubblica del giardino a quella privata.

Per fare questo occorreva dire che l’Amministrazione non ha chiarito affatto come intende procedere e i residenti sospettano che siano in corso trattative per trovare una mediazione che significherebbe comunque la perdita dell’unitarietà spazio Ludoteca-spazio giardino. Qui basterebbe che l’Amministrazione dicesse chiaramente ai privati che non intende cambiare la destinazione d’uso dell’immobile e del giardino. Infatti tale cambiamento non è obbligatorio e quindi l’Amministrazione, se lo volesse, avrebbe un’arma importantissima da giocare per risolvere la questione.

Nella pagina successiva c’è poi un gioiello ( sic!) di articolo intitolato “Bistecca e sushi a braccetto in Oltrarno”. Un titolo malizioso che vuol richiamare l’accoglienza, la multiculturalità del quartiere ma che a mio avviso confonde la realtà delle cose.

Non tutti sanno che fino a circa un anno fa il regolamento comunale sulla somministrazione bloccava nel centro storico ( dentro le mura) la possibilità di aprire nuovi ristoranti, bar etc. Lo faceva perchè vi era la convinzione che in questa area esistesse una saturazione di locali.

Questo fatto spiega anche perchè già in quegli anni nel tratto da Piazza Pier Vettori fino alla Porta S.Frediano, ci fosse stato un proliferare di locali spaventoso. Camminando la sera in questa strada sembra di essere ad una fiera popolare in quanto a profumi ed odori. Ne sono stati contati dai residenti che si oppongono ad un ulteriore ristorante dentro il Gasometro, una trentina in tre/quattrocento metri di strada.

Poi il nuovo regolamento ha tolto, in nome delle leggi europee sulla liberalizzazione ogni vincolo, e il nostro quartiere sarà sempre di più invaso da questi locali. Insomma, altro che multiculturalità, la verità è che il nostro territorio, ancora parzialmente salvato dal consumismo è oggetto di attacco speculativo e da norme che lo permettono.

Ora staremo a vedere se con il nuovo regolamento urbanistico in corso di stesura l’Amministrazione avrà cura di prevedere norme e standard urbanistici ( rapporto superficie destinata alla produzione rispetto a quelli destinati al consumo, servizi igienici, arredamento, limitazione dehors etc) in grado di scoraggiare questa invasione. Dipende solo dalla volontà politica dell’Amministrazione Comunale e non solo.

E qui mi permetto di dubitare perchè i vari progetti che riguardano il nostro quartiere ( spostamento presidio sanitario S.Rosa, parcheggio in Piazza del Carmine, mancanza di un n uovo piano del traffico e viabilità etc) vanno tutti nella direzione di trasformare questa area in un’area di sviluppo di attività finalizzate al puro consumismo e all’espulsione dei residenti e dei piccoli commercianti ed artigiani dal quartiere.

So che il Quartiere 1 collabora anche a molte iniziative che partono spontaneamente dai residenti ed attività produttive e gliene va fatto merito. In questo caso ritengo che un’analisi un po’ più approfondita del tessuto sociale/economico del nostro quartiere sarebbe sta cosa utile.

Adolfo Guadagni