Movida libera contro i residenti

La movida, che porta tanti soldi in poche tasche, è uno dei principali motivi di invivibilità del centro storico. E quindi di espulsione dei residenti, di creazione di ghetti periferici concentrati attorno a un divertimentificio centrale.

Un tema cui bisogna prestare molta attenzione.

Sul Corriere Fiorentino del 15 maggio, leggiamo:

Movida, dietrofront
E tutto come prima
Basta con la patente a punti per i locali. Il nuovo assessore preferisce la buona volontà alle sanzioni

Il nuovo Patto per la Notte tra Palazzo Vecchio e i locali di via dei Benci non prevede più sanzioni. La patente a punti — la spada di Damocle della chiusura che pendeva su chi non rispettava gli accordi — è stata infatti abolita. Le regole del patto varato dall’allora ex vicesindaco Dario Nardella, su proposta di Renzi, restano, non le sanzioni nel caso in cui non siano rispettate. In rivolta i residenti di via de’ Benci, mentre esultano gli esercenti, perché le regole restano le stesse, ma non si rischia più la chiusura: «L’applicazione della patente era complessa e poi era nata sulla scia della chiusura di alcuni locali in via dei Benci — spiega l’assessore al commercio Sara Biagiotti — Quest’anno questa situazione di criticità non c’è più, per cui punteremo su una campagna di comunicazione piuttosto che su meccanismi sanzionatori».

L’emergenza che l’anno scorso ha indotto Palazzo Vecchio ad intervenire con un regolamento severo era dunque la chiusura, disposta dalla magistratura, di alcuni locali in via de’ Benci. E le notti insonni dei residenti? «Non ci possiamo mettere a fare i guardiani. Il Comune fa quello che può fare, ma se ci sono delle persone che commettono reati spetta alle forze dell’ordine intervenire», puntualizza l’assessore. Confesercenti assicura che non c’è stata alcuna pressione nei confronti di Palazzo Vecchio: «Di certo era una punizione aggiuntiva rispetto a quanto previsto dalla legge, a danno poi di chi spontaneamente aveva sottoscritto il patto», spiega Danielle Locchi, presidente dei pubblici esercizi della Confesercenti. Gli esercenti contestano che in presenza di stesse infrazioni chi ha siglato il patto è costretto a chiudere, rispetto invece a chi — poiché non glielo impone la legge — continua ad avere il bandone alzato solo perché libero dal Patto per la Notte: «Ma la scelta di non riproporla è di Palazzo Vecchio, a cui abbiamo chiesto comunque che ci sia il patto per la notte, poiché per noi è uno strumento fondamentale», aggiunge Locchi.

Chiesta una maggiore collaborazione della Polizia Municipale e soprattutto una dettagliata separazione delle competenze tra steward e vigili, «perché la lotta all’abusivismo e al degrado spetta a loro», sottolinea Locchi. Il nuovo patto in versione light, che inoltre prevede un contatto telefonico diretto con le forze dell’ordine, entrerà in vigore intorno al 24 maggio: «Le cose sono migliorate soltanto quando è intervenuta la magistratura, perché gli esercenti si erano spaventati. Se ora gli tolgono anche la patente a punti la situazione non può che peggiorare», rileva Giovanni Fossi. Abita in via dei Benci e ribadisce il concetto chiave di tutti i residenti di Santa Croce: «Non chiediamo più regole, ma il rispetto delle regole: il disturbo delle quiete pubblica è reato, ma da queste parti nessuno interviene. Poi ci tocca anche sentire che la vera emergenza era la chiusura dei locali…».

Gaetano Cervone