Movida a Firenze: la città si arrende

CORRIERE FIORENTINO 15/5/2013
Aveva ragione Totò
di EUGENIO TASSINI

L’assessore al commercio Sara Biagiotti di Sesto ha firmato ieri la resa incondizionata della giunta Renzi nella battaglia timidamente iniziata appena un anno fa per rendere un po’ di civiltà alle notti fiorentine del centro storico. Una resa ai mojito (dei locali), alla vodka (dei minimarket), alle canne (degli spacciatori), alle trombette (dei venditori ambulanti), alle radio a tutto volume (delle automobili con i finestrini aperti), ai petardi (messi nei cestini della spazzatura), ai gruppi di ubriachi (che scorrazzano per le strade serenamente dopo le due).

L’assessore Sara Biagiotti di Sesto ai residenti che non dormono più, che la mattina quando si svegliano sono costretti a fare lo slalom nel vomito, che di giorno passeggiano nel fetore di urina dice che tutto va bene, ora. Che l’emergenza è finita, quella che un anno fa portò l’allora assessore Dario Nardella oggi onorevole a inventarsi la patente a punti dei locali con norme e sanzioni. In più, le norme – ci viene detto oggi – erano irrispettabili, le sanzioni inapplicabili: così prospetta un patto delle buone maniere, senza punizioni per chi sgarra, sulla fiducia reciproca e sulla educazione. Con campagne di informazione e tutto il resto, perché si sa che l’importante è parlare, affrontare i problemi discutendo, è così che si risolve tutto. Come diceva Totò (nel vagone con l’onorevole Trombetta): chi è lei? Assessore? Ma mi faccia il piacere. Già così la storia ha dell’incredibile. Poi scopri che per l’assessore Sara Biagiotti di Sesto l’emergenza di un anno fa non era quella che aveva portato un magistrato a chiedere e ottenere il sequestro di alcuni locali del centro storico fiorentino. No, l’emergenza era il sequestro. E che per questo era stato pensato e fatto il «patto», non per avere notti più civili ma per dissequestrare quei locali, per farli riaprire in qualche modo e prima possibile.

Cosa ottenuta, e ormai da mesi. E dunque emergenza finita, i locali sono aperti e chissenefrega di chi abita nel centro: ma perché non se ne va, perché non cerca una bella casetta da qualche altra parte questo rompiscatole di residente? Altroché ripopolare il centro storico, o meglio ripopolarlo sì, ma nelle strade mica nelle case.

A sentire l’assessore Sara Biagiotti di Sesto è lui, il residente, il problema. Evidentemente Santa Croce, Santo Spirito, Sant’Ambrogio sono splendide scenografie notturne per alcolisti poco anonimi, che si avvisi subito anche il prefetto, la Procura, i carabinieri e la questura che hanno tentato di mettere un po’ di ordine.
La prossima volta magari si possono sequestrare le case, chissà che l’assessore Sara Biagiotti di Sesto non predisponga subito anche lei un bel «patto» ai residenti (a punti ovvio) con sanzioni per chi non dorme.