L’arte delle grandi opere inutili

Alain Devalpo *

Le Monde diplomatique | il manifesto |agosto 2012

I grandi progetti di sviluppo del territorio non sempre mirano a soddisfare dei bisogni. Per vendere la costruzione di una linea ferroviaria ad alta velocità che poche persone desiderano utilizzare o quella di un aeroporto in una regione che non ne necessita, ingegneri, promotori e beneficiari dei lavori fanno a gara di abilità e retorica. Giustificare l’inutile è diventata una vera e propria cultura di cui si possono cogliere le regole, i riti e i ritmi leggendo la conclusione di un – finto – seminario sull’argomento.

VOI, costruttori di cattedrali del nuovo millennio, inseguite un progetto geniale e nobile. Ma la popolazione non sempre comprende il senso dei vostri sogni. «La vostra opera non serve a niente!», vi si obietta a volte. Come far fruttare, in questa condizioni, la vostre ambizioni? I relatori che abbiamo appena ascoltato hanno saputo condividere con noi la loro inestimabile esperienza, e io cercherò di far emergere le strategie che vi aiuteranno a raggiungere i vostri obiettivi.

Iniziamo dai trasporti. È confortante per il costruttore contemporaneo osservare una campagna attraversata come un lampo da treni appollaiati sulla loro massicciata. La corsa alla mobilità è sinonimo di successo. Le nostre società vivono alla velocità di
Internet. L’economia è un groviglio produzioni just-in-time. L’uomo vi si deve sottomettere, e questo settore offre un ampio ventaglio di opportunità.

Per sedurre i vostri interlocutori, la dismisura sarà la vostra prima risorsa. Incitate i vostri ingegneri ad abbozzare dei piani faraonici: aprire cinquanta chilometri di galleria sotto le Alpi per il percorso del treno ad alta velocità (Tgv, in italiano Tav) LioneTorino, far fruttare migliaia di metri quadrati di boschi per costruire un aeroporto nella regione di Nantes, scavare sotto la città di Barcellona… L’exploit tecnologico, nutrendo l’orgoglio nazionale, nasconderà i disagi per gli abitanti locali.

Sappiate sfruttare la concorrenza fra metropoli: essa incentiva il gigantismo ed è utile ai vostri progetti. Preparate il terreno politico sollecitando la megalomania dei «grandi elettori» che sognano tutti una torre Eiffel nella loro città. Una volta che avrete guadagnato la loro fiducia, essi sapranno influenzare il corteo di amministratori minori, le cui finanze saranno dissanguate, sebbene le ricadute sul loro territorio non sussistano che sulla carta.

Affinché non si levi alcuna obiezione, la vostra scommessa sul futuro dovrà essere foriera di occupazione. Terminato il cantiere, se vi facessero notare che le promesse non sono state mantenute, farete sempre in tempo a elaborare delle analisi riabilitanti: la crisi, la crisi! Fate valere i vostri agganci governativi per ottenere un marchio di interesse generale: questo dispositivo amministrativo vi procurerà un vero e proprio lasciapassare.

Circondatevi di studi professionali capaci di manipolare i dossier fino a renderli indecifrabili. Quando il fatto più insignificante viene presentato astrattamente, i curiosi si scoraggiano. Essendo la scienza appannaggio degli scienziati, solo un cervellone sarà in grado di contare i treni di una linea L per un tempo t. Per farsi un’opinione, gli amministratori si atterranno alle conclusioni dei vostri studi seri, veridici e benintenzionati. Inutile, invece, andare troppo per il sottile nell’approccio con la stampa locale: è un alleato sempre affidabile, e la generosità della vostra strategia pubblicitaria sarà percepita da questo settore disastrato come un gesto in favore della libertà di stampa.

Quando vi sentirete in grado di operare in armonia con gli amministratori e i media, presentate il piano economico. In Francia il settore dell’alta velocità funziona secondo uno schema avveduto. La rete ferroviaria francese (Rff) accumula decine di miliardi di euro di debiti (1). Molte linee ad alta velocità (Lgv) sono in perdita, e la rete secondaria si sta deteriorando. Tuttavia, bisogna rallegrarsi che una élite in movimento tragga beneficio dai Tgv.

Sebbene la Spagna, leader europeo del settore, si trovi in piena tempesta finanziaria, l’audacia impone di persistere nella costruzione di duemila chilometri di nuove tratte, per un budget medio di 20 milioni di euro per chilometro.

Per finanziare queste opere, la cui fattibilità economica è assai dubbiosa, è fondamentale imboccare la via dei partenariati pubblico-privato. Ottenendo la costruzione, la manutenzione, la gestione e lo sfruttamento di una infrastruttura, il vostro controllo sarà totale, e la collettività sarà legata a voi mani e piedi. I vostri esperti spiegheranno che i benefici che ne trarrete riflettono il vostro patriottismo, e il peso delle perdite pubbliche sarà presentato come il male minore rispetto ai posti di lavoro – uhm! – creati.

Considerata l’ampiezza degli attuali deficit di bilancio, il preventivo presentato (che esploderà in seguito) potrà sembrare esorbitante ai vostri committenti. Per far ingoiare ai contribuenti pillole di diverse miliardi di euro, fornitegli delle cifre capaci di inebriare i più scettici. Certi dati devono essere minimizzati, altri amplificati. È parlando di futuri bisogni che ipnotizzerete i vostri concittadini. Moltiplicate per qualche milione le tonnellate di merci trasportate e i passeggeri, senza esitare a sfiorare l’assurdo.

Solo un futuro in cui avrete già vinto vi potrà dare torto. Se il settore del trasporto ferroviario riserva contratti lucrosi, non trascurate il settore aereo, seguendo l’esempio del progetto di aeroporto del Grande Ovest, a Notre-Dame-Des-Landes. È noto che Nantes è provvista di un aeroporto sottoutilizzato, e che la regione, ormai allo stallo, ne ospita già dodici. Ma ciò significa dimenticare che oggi siamo nell’epoca del virtuale. Perché, insomma, non c’è bisogno di bisogni per alimentare un’idea!

Stare al passo con i tempi ha un costo. Sicuramente è riprovevole seppellire ettari di biodiversità sotto gioielli tecnologici, ma questi sacrifici sono indispensabili. A causa di una legislazione sempre più costrittiva, le vostre infrastrutture devono offrire delle garanzie sull’impatto ecologico e paesaggistico. Esistono molti trucchi per spalmare acciaio e cemento di verde Hqe (alta qualità ambientale): un museo dell’agricoltura locale, pannelli solari, un tetto vegetale…

Per quest’affare avrete bisogno di un umore a prova di bomba. Perché, malgrado tutti i vostri sforzi, gli ecologisti sbraiteranno. Li seguirà una massa di spiriti influenzabili, il cui approccio ingenuo può rappresentare un ostacolo imprevisto. Un pensionato nel pieno vigore degli anni si rivela a volte un avversario ostinato, che smonterà i vostri piani in maniera ossessiva. È il deplorevole ostacolo incontrato nei Paesi baschi dal progetto di Lgv verso la Spagna, dove un discorso infiammato, diffuso da due guastafeste (2), è stato trasmesso attraverso le reti alternative. Puntate sul vostro ufficio stampa per impedirgli l’accesso ai mass media.

Evitate che la contestazione si estenda, divenga emblematica o raggiunga i tribunali amministrativi, con il rischio che si blocchino i cantieri. Una battaglia di cifre può opporre solo avversari della stessa categoria. Di fronte ad argomenti amatoriali, invocate il rigore tecnocratico dei vostri specialisti. Con l’ardore dei pionieri, fate valere l’interesse nazionale, addirittura internazionale, contro la visione passatista di chi vi contraddice. Rivendicate la vostra partecipazione sincera e trasparente alle concertazioni pubbliche. Considerando i vostri appoggi politici e mediatici, il dialogo, condotto secondo metodi adeguati, non dovrebbe preoccuparvi.

La controffensiva deve essere graduale. Probabilmente dovrete condurre una campagna di discredito a mezzo stampa. Se non soffocate la rivolta sul nascere, la vostra azione di lobbyng dovrà lavorare alla criminalizzazione dell’opposizione alla vostra opera. Alla legittimità rivendicata dai dimostranti, rispondete con la legalità istituzionale e il ricorso alla forza pubblica. E se vi inducono al braccio di ferro, mostrate la vostra determinazione; anche voi avete il diritto di esprimervi! In nome dell’interesse generale, denunciate, coprite le proteste con i gas lacrimogeni, distribuite multe a migliaia e ordinate eventualmente interrogatori a tutto spiano, come in Germania per la nuova stazione di Stoccarda.

La battaglia si può anche vincere manu militari, come ci insegna l’esperienza contro la resistenza radicale dei «No Tav» della Val di Susa, in Italia. Se la piega degli eventi lo impone, non è da escludere la possibilità di dichiarare un cantiere «zona militare
d’interesse strategico».

Certo, pianificare una grande gara d’appalto risulta sempre più difficile; ma il gioco vale la candela. Le concessioni accordate dalle autorità durano mezzo secolo. Per la vostra impresa e i vostri azionisti, è la garanzia di decenni di prosperità. Mentre la
gamma delle «cattedrali» del futuro continua a crescere: gruppi ospedalieri, centri commerciali, quartieri d’affari, infrastrutture sportive, torri (3)… Parafrasando uno dei personaggi di George Orwell, che dichiarava: «La guerra è la pace. La libertà è la schiavitù. L’ignoranza è la forza», non esiterei ad affermare: l’inutile è redditizio!

* Giornalista
(1) Marc Fressoz, FGV, Faillite à grande vitesse, Le Cherche Midi, Parigi, 2011.
(2) Pierre Recarte e François Tellier, Les Rails de la déraison. La très grande
vitesse en Aquitaine et ailleurs, Nuvis, Parigi, 2011.
(3) Si legga Thierry Paquot, «La torre di domani sarà certo più alta», Le Monde
diplomatique/il manifesto, marzo 2008.