Il Florence Dance Center, un tesoro dell’Oltrarno

Pubblichiamo volentieri questo articolo scritto da Concetta Gautam, che ci presenta una delle più interessanti realtà dell’Oltrarno.

Il quartiere di Oltrarno ha in sé gemme d’arte e di impegno culturale che in qualche modo le competono e che le antiche stradine incastonano. Una sicuramente è Florence Dance Center.

Appartiene’ al quartiere perché qui un giorno Marga Nativo l’ha fondata, ha messo radici e il fiore più bello che ne è sbocciato, in Oltrarno, è la Florence Dance Company.

Sotto la direzione di Marga Nativo e Keith Ferrone è nata la Company, composta principalmente da danzatori che hanno seguito e seguono i corsi di formazione professionale del Center. La Company risiede al Teatro Goldoni che è stato affidato a Marga e Keith dall’assessorato alla cultura Il teatro è un altro gioiello nel vero cuore d’Oltrarno.

Teatro Goldoni Oltrarno FirenzeIl Teatro Goldoni è uno dei teatri storici del centro di Firenze. Sorge nel cuore d’oltrarno tra via Romana e via dei Serragli in via Santa Maria.

Marga Nativo e Keith Ferrone sono stati gli ideatori e i direttori artistici del “Florence Dance Festival.

Il festival ha offerto la possibilità di riunire i più grandi nomi della danza quali, per fare qualche esempio, Merce Cunningham, Maurice Bejart, Alessandra Ferri e Julio Bocca. I due artisti hanno compreso l’importanza di valorizzare e diffondere espressioni culturali all’altezza di una città d’arte come Firenze.

Il  Florence Dance Festival è nato da un suggerimento  di Mario Mariotti (l’architetto scomparso prematuramente, ricordate la ’’manina’’ diventata il simbolo d’Oltrarno?). Il grande artista san fredianino un giorno portò Marga e Keith a vedere l’Anfiteatro delle Cascine, uno spazio affascinante ma abbandonato. Era il 1990. Così, nacque l’idea del Festival che non fu solo spettacolo di danza, ma anche il recupero di uno spazio architettonico lasciato all’incuria ed all’ortica.

Alla loro esperienza intuitiva,alla loro capacità di recupero rispettoso dei luoghi ed al loro riutilizzo in chiave artistica ho immediatamente pensato,appena ho visto Keith Ferrone entrare al bar dell’angolo che comunemente frequenta come ogni abitante in zona .Appena l’ho salutato, Keith mi dice continuando il discorso interrotto un mese prima quando stavo raccogliendo firme contro il parcheggio interrato in Piazza del Carmine: ’sai, ho ripensato al parcheggio interrato, non sono più tanto favorevole’.

Allora ne approfitto per raccontargli quello che immaginavo della piazza del Carmine come prolungamento del sacrato della chiesa, concepito come spazio per le celebrazioni e per le rappresentazioni del teatro sacro. In passato, durante le festività l’allestimento di periodiche rappresentazioni teatrali di argomento religioso attiravano moltissimi spettatori da tutta la città. La piazza, luogo di socializzazione e riunione.Sacro e profano. Riflettevo sulla rinascita di una tradizione della piazza, in chiave moderna.

E abbiamo immaginato insieme. ’Bisognerà parlarne con il parroco’ dice Keith ‘è la sua chiesa‘’. Il coreografo già immagina ed io immagino con lui, sul sacrato: luci, pedana di legno. Uno spettacolo di danza, la piazza parla di antica tradizione medievale e rinascimentale della rappresentazione sacra, la coreografia di Ferrone esprimerebbe la magia, la sacralità del luogo in chiave moderna,intuizione, moderna  della sua mistica essenzialità.

Il mistero della gestualità diviene mistero mistico,rievocazione magica.

Sullo facciata della chiesa mi sembra già di vedere riflesse le ombre dei danzatori, dei musicanti, delle dame e dei cavalieri.

Ogni luogo ha un’anima e l’anima della piazza del Carmine è serena.

Austerità, dolce essenzialità.

Nobile sacralità.

Sono queste azioni artistiche d’alto livello che qualificherebbero la piazza del Carmine, il quartiere, Firenze.

Ferrone parla di giugno,di primavera…

Gli chiedo se mi autorizza a raccontarlo.. Mi autorizza. Esce, il mio cappuccino è ormai freddo ed io continuo ad immaginare,a sognare come sarebbe bello addirittura un  festival di danza in piazza del Carmine, ogni anno!

 Avvenimenti che divengano appuntamenti attesi, che attirano visitatori qualificati e nello stesso tempo circondano i luoghi di un’aura di bellezza che ne esalta l’armonia,l’anima.

Chi fa arte nutre i suoi occhi di bellezza,di umanità e Marga e Keith camminano per i vicoli, i mercatini, le botteghe del quartiere, parlano con la gente, fanno la spesa dall’ortolano,fanno colazione al bar.

Per questo piace pensare che loro sono’’gente d’Oltrarno’’ e che la piazza su cui apre il vicolo della loro scuola anche la chiesa appartenga un po’ anche a loro. Nessuno meglio di loro ne può esprimere  l’anima.