Come tolgono i presidi medici. All’Oltrarno e non solo

Corriere fiorentino – domenica 17 marzo p. 5 (titolo anche in prima pagina)

Presìdi e mini ospedali: rivoluzione in 3 anni

La svolta che cambierà le abitudini di medici, infermieri e dei fiorentini. Chiusure e aperture: ecco il programma.

Tre anni per portare a compimento la rivoluzione dei servizi sanitari sul territorio. Cioè tutte le prestazioni che i fiorentini trovano fuori dagli ospedali perché oltre all’esigenza di risparmiare l’Asl ne ha un’altra: limitare proprio i ricoveri «impropri» e gli accessi nei pronto soccorso. L’Asl di Firenze ha bisogno di risparmiare, ma dopo l’impennata dei ticket non si possono chiedere altri sacrifici ai cittadini e dunque la parola d’ordine è tagliare, ma garantire comunque i servizi.

Per questo ci vorranno tre anni.

Tre anni in cui medici, infermieri e associazioni di volontariato, così come i fiorenti­ni dovranno cambiare le proprio abitudini. Chiuderanno presidi storici come quello di piaz­za Santissima Annunziata e apriranno nuove strutture (a Montedomini e in viale Morgagni), più grandi e sulla carta più efficienti: maxiambulatori dove il cittadino potrà trovare dall’oculista all’ortopedico, dove potrà fare prelievi e radiografie. Sarà una rivoluzione e non sarà una scommessa semplice da vincere.

Vecchi e nuovi presidi

Il direttore generale dell’ASL 10 Paolo Morello però è fiducioso: «Noi siamo pronti e non ci sarà alcuna riduzione delle prestazioni, che anzi aumenteranno nel numero e nella qualità del servizio».

Dai primi di aprile l’azienda sani­taria fiorentina entrerà in quella che Morello chiama la «fase di transizione». A fine mese scatterà il taglio di quattro presidi: i centri di riabilitazione di Borgognissanti, Santissima An­nunziata, piazza Elia Dalla Costa e la dermatologia al Santa Chiara di piazza Indipendenza.

Entro la fine dell’anno gli ambulatori di Firenze saranno divisi in tre categorie a seconda della quantità e qualità delle prestazioni offerte. Nel presidio di livello base i cittadini troveranno infermieri domiciliari e ambulatoriali, potranno effettuare le analisi del sangue e prenotare visite al CUP. Nei centri intermedi verranno aggregati tutti i servizi di riabilitazione, geriatria, neurologia, cardiologia, oculistica, fisiatria, oltre ai consultori secondari. I presidi di livello intermedio saranno a Le Piagge, in via Canova, al’ex Iot di viale Michelangelo e in via D’Annunzio. Alcuni trasferimenti sono già cominciati, come appunto quelli delle attività di riabilitazione (in via D’Annunzio e a San Salvi) dai centri prossimi alla chiusura.

Il principio

“La ratio è stata quella di eliminare la disaggregazione delle prestazioni: oggi in ogni centro è possibile trovare diversi specialisti in ordine sparso, dai prossimi mesi ogni ambito avrà il suo centro di riferimento e sarà più sempli­ce per i cittadini orientarsi — assicura Morello — Il modello è stato da noi ribattezzato a scatole cinesi e la localizzazione dei punti ha seguito rigidi parametri di densità abitativa”. Il direttore generale annuncia che entro il 2015, la data ultima in cui 1′Asl vuole terminare la rivoluzio­ne della sanità territoriale, termineranno i lavori a Montedomini. Sarà que­sto uno dei due presidi di livello com­plete (entro il 2015 chiuderà quello sul Lungarno Santa Rosa), il terzo livel­lo con cui 1′Asl ha suddiviso i vecchi centri e il vero punto di riferimento per i residenti del centro storico.

I medici di famiglia

In viale Morgagni Morello punta a creare la prima Aft in città: un maxiambulatorio dove confluiranno più medici di famiglia che rinunceranno (totalmente o per qualche ora) ai propri studi per prestare servizio nei presidi, alternandosi così con i propri colleghi in modo che un cittadino possa trova­re a tutte le ore un medico di base. Se la scommessa andrà a buon fine 1′esperimento verrà esteso alle Piagge. “E il nostro obiettivo, perché bisogna superare il concetto standard del medico di famiglia, serve un salto culturale — spiega Morello — Con le aggregazioni avrebbero un’integrazione diretta con gli specialisti e garantendo un servizio continuo sarebbero una valida alterna­tiva ai pronti soccorso”. E dove ci sa­ranno le aggregazioni dei medici “sarà possibile assegnare a quei presidi lo status di Unità complesse di Cure primarie» assicura il dg dell’AsI, ovvero le Uccp che offrirebbero praticamente un servizio (quasi) ospedaliero.

Via da Santa Chiara e Fanfani

Nella delicata fase di transizione — da quest’anno a tutto il 2015 — la riorganizzazione prevede altre chiusure. Via la riabilitazione dal Fanfani, il cen­tro dedicate soprattutto a prelievi e vaccinazioni in piazza Dalla Piccola e Villa Basilewsky. Strutture in affitto – come a Santa Chiara -, il cui trasferimento dei servizi consentirà all’Asl di risparmiare, anche perché alcuni presidi saranno predisposti all’interno delle Misericordie. Tramonta cosi definitivamente il sogno di acquistare Villa Ragionieri a Sesto, “per ora possiamo solo vendere”, scherza, ma non più di tanto, Morello. Perché la corsa è quella di recuperare risorse, recuperare cercando di togliere il meno possibi­le. Quasi tutti i bilanci delle Asl toscane — dopo il maxibuco di Massa — sono nel mirino delle procure. “Sono giuste le verifiche — chiude Morello — io sono una persona trasparente e a disposizione per qualsiasi chiarimento”

Gaetano Cervone

[corredato tra tre mappe: oggi, entro il 2013, entro il 2015 (in questa mappa si vedono due simboli di presidi livello base, al posto del simbolo di S. Rosa in Oltrarno). E una scheda:

I servizi che i cittadini troveranno nei nuovi presidi a seconda dei livelli:

Presidi livello base: prelievi, infermieri domiciliari, infermieri ambulatoriali, attività amministrative;

Presidi livello intermedio: Certificazioni sanitarie, consultori secondari, riabilitazione, geriatria, neurologia, cardiologia, oculistica, fisiatria, continuità assistenziale; Presidio livello completo: comprende tutte le attività dei presidi di livello base eintermedio e tante altre specialità che vanno dalla chirurgia fino alla medicina]