Oltrarno

L’Oltrarno – detto anche Diladdarno – è la parte del centro storico di Firenze che si estende sulla riva sinistra del fiume Arno.

Il patrimonio storico e architettonico del quartiere comprende siti come la Chiesa del Carmine – con la Cappella Brancacci, uno dei più importanti monumenti di tutto il Rinascimento -, la Chiesa di Santo Spirito e Palazzo Pitti.

Ma il quartiere ha anche una caratteristica che non si trova sulle guide turistiche.

Ovunque in Europa, i centri storici sono stati svuotati dei loro abitanti e trasformati in vetrine commerciali di giorno e divertimentifici di notte; i residenti sono andati a vivere in quartieri periferici, dormitori senza vita condivisa, spesso divisi per censo e quindi anche per gruppi etnici.

Nell’Oltrarno, invece, sopravvive un’intensa vita comunitaria: l’artista e l’impiegato vivono accanto al muratore, entrambi mandano i figli alle stesse scuole e entrambi comprano dagli stessi negozi di quartiere; e chi cerca un idraulico o un falegname, non deve andarselo a cercare sull’elenco telefonico.

Una percentuale molto alta dei residenti sono nati all’estero, magari in Inghilterra o in Cina, in Albania o in Giappone; ma la vita comune significa che non ci sono ghettizzazioni – il “problema dell’integrazione”, che preoccupa tanto il resto d’Europa, noi l’abbiamo risolto senza nemmeno pensarci. E’ un quartiere che vive senza paure: i delinquenti più temuti sono i misteriosi ladri di biciclette.

Questo miracolo sociale dipende da alcune cose molto concrete.

Ci sono pochi negozi-immagine, che farebbero salire i prezzi dei locali al pianoterra alle stelle obbligando artigiani e piccoli commercianti a chiudere.

Ci sono alcuni importanti spazi sociali, come Piazza Tasso e le ludoteche.

Il traffico, almeno di giorno e almeno teoricamente, è limitato a quello residenziale.

Ci sono scuole pubbliche di vario livello.

Se si toccano queste cose, la vita condivisa del quartiere morirà.

E tutte queste cose sono oggi minacciati. Anche da istituzioni che casomai dovrebbero prendere a modello l’Oltrarno.

La vita dell’Oltrarno è minacciata dall’incessante apertura di nuovi locali, dall’aumento del traffico di transito e a breve termine, dalla chiusura dei presidi sanitari e degli spazi sociali, dai tagli al sistema scolastico.

Questo è il motivo per cui l’Oltrarno, al di là diversità partitiche, etniche o religiose, si batte con tanto impegno su questioni che a prima vista possono sembrare diverse tra di loro: la salvezza dello spazio del Nidiaci, la lotta contro il traffico in Via dei Serragli, contro il parcheggio interrato di Piazza del Carmine e per non far chiudere l’ASL del Lungarno Santarosa.

Non è campanilismo, ma lotta per difendere un modello di civile convivenza.