Assalto all’Oltrarno, fermatevi. Subito

Un editoriale del Corriere fiorentino dello scorso 26 settembre, ma sempre attuale.

Dopo anni di reportage, confronti, riflessioni approfondite ma anche appassionate, pensavamo che la discussione sull’identità di Firenze e sulla sua difesa avesse fatto un passo avanti. Anzi, in alto. Macché

E poi si arrabbiano quando si dice che Firenze ha una mentalità bottegaia.

Che altro pensare delle conclusioni alle quali è giunto il convegno sull’Oltrarno organizzato ieri da Confesercenti al Carmine?

Leggere per credere. L’associazione dei commercianti ha fatto un sondaggio in zona tra 120 titolari di negozi e poi ha messo nero su bianco una sorta di manifesto in cui c’è scritto che per rilanciare il quartiere bisogna portarci più torpedoni di turisti, scodellando senza sosta le comitive in piazza Torquato Tasso e sul piazzale di Porta Romana. E così giù quattrini a pioggia su Santo Spirito e San Frediano, pensano.

Un po’ di soldi, certo, arriverebbero: anche pizze a taglio, gelati gonfiati e orribili chincaglierie un prezzo ce l’hanno, ma nessuno ha il diritto di scambiare l’arricchimento di alcuni con l’interesse di tutti. Soprattutto, le organizzazioni di categoria abbiano il coraggio di ammettere che loro difendono la (presunta) convenienza dei loro associati e che della città nel suo complesso se ne strafregano.

Almeno apprezzeremmo la sincerità. Dopo anni di reportage, confronti, riflessioni approfondite ma anche appassionate, sinceramente pensavamo che la discussione sull’identità di Firenze e sulla sua difesa avesse fatto un passo avanti. Anzi, in alto.

Macché: ci eravamo sbagliati.

L’Oltrarno è la parte della città che è rimasta più fedele alla sua storia, al suo tessuto sociale, al suo patrimonio di uomini, di cultura, di lavoro. Lì tra mille difficoltà restano aperte ancora tante botteghe artigiane che, in una miscela urbana senza pari, si affiancano agli atelier degli artisti e alle gallerie degli antiquari. Lì non c’è bisogno di clamori, di invasioni di massa, di incursioni usa (poco) e getta (parecchio). Lì serve attirare l’attenzione di chi può apprezzare la bravura di chi usa testa, mani e cuore. Lì non deve nascere un’altra città dei pullman, ma si deve riscoprire la città dei talenti.

Non è difficile pensare che le risposte al questionario siano state date in piena buona fede.

E’ più dura accettare che siano fatte proprie anche dal vice sindaco Nardella e poi da Renzi. Al sindaco è stato chiesto: non teme un effetto Borgo dei Greci? «Non sarebbe un effetto negativo», ha risposto. E ha tessuto le lodi di quei commercianti, che secondo lui sono stati più bravi e più pronti a cogliere opportunità di quelli dell’Oltrarno. Così ora è più chiaro a tutti come sia stato possibile svuotare e avvilire il quartiere di Santa Croce. Noi ci opporremo in tutti i modi a tentativi di fare il bis dall’altra parte del fiume.

Paolo Ermini