A Reggio Emilia, contro il parcheggio interrato di Piazza Vittoria

Riprendiamo un articolo che riteniamo interessante per la ricchezza di documentazione.

ReggioNelWeb.it 10/05/2012

Sì è svolto ieri sera, presso il circolo in città, un incontro organizzato dal Collettivo Autorganizzato R60 durante il quale è stato presentato un dettagliato dossier circa la realizzazione del parcheggio interrato di Piazza della Vittoria dal titolo “Divieto di sosta…e speculazione”.

Un lungo lavoro che rappresenta il primo step di “una lotta organizzata dal basso” verso un progetto che nel dossier viene definito “inutile e scellerato. L’ennesimo atto di arroganza attraverso cui il perfetto connubio tra politica, Mafia, cooperative ed industriali impone una devastazione territoriale ed ambientale immane con il solo scopo di generare un vantaggio economico ai soliti noti a discapito della collettività”.

Nel dossier presentato è stato sviscerato l’intero iter del progetto, dal 2004 ad oggi, dimostrando che da un lato è stato totalmente stravolto rispetto al progetto iniziale facendo appello alle modifiche normative (ma più che alle leggi, alle sentenze emerse in questi anni verso cui ci si riserva un ulteriore approfondimento) e dall’altro che le anomalie e contraddizioni sono state diverse.

In sintesi nel dossier emerge che:

  • “il parcheggio -stando agli ultimi dati Istat e alla verosimile presenza di auto in centro- non risolve alcun problema sui parcheggi per i residenti in centro, sulla sosta a rotazione e sulla mobilità del traffico. Per la sosta a rotazione sono previsti 200 posti auto (mentre 220 destinati ai privati), solo un 3,3% del “fabbisogno” di sosta a rotazione. Praticamente nulla. Inoltre, mentre attualmente il costo del parcheggio all’ex Caserma Zucchi è di 1,50 € all’ora, la previsione di costo per il nuovo parcheggio è di € 2,00.
  • il progetto del parcheggio interrato è stato pensato, deciso e approvato senza alcuna valutazione di impatto ambientale. Com’è stato possibile? Perchè la normativa prevede l’assoggettabilità ala Valutazione di Impatto Ambientale per i progetti che prevedono “parcheggi di uso pubblico con capacità superiori a 500 posti auto”. In questo caso, prevedendo il progetto 420 posti auto non è stata quindi necessaria. Ma i casi riportati in Italia di crepe, danneggiamenti e pericoli di crolli su edifici adiacenti un parcheggio interrato da poco costruito sono stati diversi. Ne sono al corrente i proprietari degli immobili vicino a Piazza della Vittoria che magari oggi esultano per la costruzione di un parcheggio che aumenterà le quotazioni degli edifici?
  • La convezione tra Comune e concessionario: la convezione prevede che nel caso in cui i ricavi della sosta a rotazione o della cessione a terzi dei box non siano sufficienti a coprire la copertura dei costi sostenuti, può concordare con il Comune una revisione delle tariffe orarie della sosta a rotazione, dei prezzi di cessione a terzi dei box, della durata della concessione o “altra misura compensativa adeguata”. In barba a tutte le politiche antismog, il Comune farà di tutto per agevolare l’ingresso dei veicoli verso il Parcheggio Vittoria creando, di fatto, un privilegio all’interesse privato anche mediante la riduzione drastica delle aree di sosta gratuita o a disco orario.
  • Possibilità di subappaltare da parte del concessionario: è prevista dalla convenzione. Il sistema di subappalto è la via più battutta dalle mafie per aggiudicarsi lavori mediante i quali riciclare i proventi delle operazioni illecite.
  • Chi è il concessionario privato beneficiario? La società “Reggio Emilia Parcheggi S.p.A, in regime di project financing. Tale società è costituita dal Consorzio Cooperative Costruzioni (CCC) (fra cui Unieco e Orion), dal Consorzio Nazionale Cooperative di Produzione e lavoro Ciro Menotti (CCM), dalla APCOA parking Italia S.p.A e dalla Final S.p.A. Queste ultime due (altra anomalia) in origine erano state escluse dal Comune. Come dire: uscite alla porta principale sono rientrate dalla finestra.

    Inoltre nel dossier si evidenzia che “Unieco non sempre fa affari leciti….”, mentre “la Orion si distrae al momento di subappaltare i propri lavori. Esemplare è l’esempio delle opere di scavo Iren: realizzazione appaltata alla cooperativa cavriaghese che l’ha subito subappaltata al Consorzio Primavera, ditta di Reggiolo pesantemente in odor di Mafia, tant’è che in passato (luglio 2010) è stata colpita dalle interdittive antimafia del Prefetto di Reggio Emilia.

  • un affare soltanto per il concessionario privato: dove sta la sussistenza di interesse pubblico nella realizzazione di un parcheggio sotterraneo che, per almeno due o tre anni, poterà alla presenza di un cantiere immane con conseguente devastazione per Piazza della Vittoria e di sicuro, alla fine, non risolverà né il problema ambientale, con tutto ciò che ne deriva di negativo in termini di salute umana e di condizione ambientale, né il problema della sosta a breve e a lungo termine? Vuoi vedere che sotto la parola “interesse pubblico” si cela in realtà un vero e proprio interesse privato sotto forma di speculazione sul territorio pubblico?”.

Le cose sollevate, con atti alla mano, sono state tante e tante altre sarebbero le ragioni per cui la realizzazione del parcheggio interrato pone molti dubbi e perplessità. Il dossier, di una quarantina di pagine, nelle quali sono indicate anche le soluzioni alternative al parcheggio, è corposo e Reggio Nel Web lo pubblicherà a breve integralmente.

Intanto solleviamo la prima questione: se la valutazione di impatto ambientale non è obbligatoria per un parcheggio destinato a 420 auto (di cui 220 destinati alla vendita in diritto di superficie, e solo 200 al pubblico -“sosta a rotazione”-), in quanto lo è solo per parcheggi destinati a un numero pari o maggiore di 500 posti auto, non è nemmeno vietata.

Il Collettivo AutorganizzatoR60 invita a costruire anche a Reggio Emilia, così com’è avvenuto in altre città, un movimento che possa dar vita ad un’opposizione efficace, “attraverso idee e proposte per un’alternativa praticabile, contro le politiche che favoriscono speculazione, sfruttamento, inquinamento e morte”.