La cementificazione riprende a Castello

Riceviamo dalla Rete dei Comitati e pubblichiamo volentieri…

ABBIAMO UN’AREA?

Le mani di Unipol su Castello

Nei giorni scorsi Il Sindaco di Firenze Matteo Renzi ha lanciato un appello per “ripensare” la funzione dell’area di Castello e per “evitare quell’ eccesso di cemento che vi era stato immaginato … sia perché cambia la direzione della pista, sia perché adesso c’è un piano strutturale a volumi zero che cambia le cose”.

Due giorni dopo è arrivata la sentenza di primo grado che assolve Cioni, Ligresti e condanna lievemente l’ex assessore Biagi. In seguito a ciò l’area è stata dissequestrata e Unipol-SAI, nuovo padrone di Castello, si è detto pronto persino a ridurre i volumi previsti dai piani urbanistici del passato.

I quotidiani non hanno rinunciato a dirci che Renzi e Cimbri (amministratore delegato del gruppo bolognese) hanno concordato questa possibilità durante un pranzo.

Proseguendo nel solito gioco di prestigio sul tavolo di Castello Renzi

- fa sparire più di 1.200.000 mc di nuova edificazione – in quanto già attuata – dalla tabella del dimensionamento nel famoso Piano strutturale “a volumi zero”

- fa ricomparire quei volumi – in quanto da attuare – nella stessa area ma in quantità ridotta

- migliora la propria immagine di aspirante premier equilibrato e moderno

Poiché però di questi tempi le abitazioni non si vendono, soprattutto accanto ad un Aeroporto e ad una mostruosa Scuola dei Carabinieri si rimettono in discussione le funzioni previste. In proposito si parla perfino di un interessamento del patron della Fiorentina Diego della Valle per realizzarvi il polo commerciale congiunto al nuovo stadio della Fiorentina che sorgerebbe non lontano da lì.

Ricordiamo che per Castello lo stesso Della Valle nel 2008 aveva presentato un progetto di Massimiliano Fuksas, per un complesso di circa 80 ettari, battezzato Cittadella dello sport, con uno stadio da 50 mila posti, un centro commerciale, una galleria di negozi, un museo, un parco ricreativo del pallone, oltre ad attività ricettive e residenze. Finì male con la crisi politica e giudiziaria di cui la sentenza dei giorni scorsi è una tappa intermedia.

Tutto ciò avviene mentre la Regione dopo aver rilanciato con un lungo e piuttosto inconcludente percorso partecipativo l’idea del Parco agricolo della Piana da assumere nel Pit, introduce una variante che comprende la qualificazione dell’aeroporto di Peretola (cioè il suo ampliamento) con la previsione della famosa pista convergente/parallela che, per quanto aberrante e osteggiata da cittadini, amministratori ed esperti aeronautici, sta per andare in Consiglio Regionale.

Si aggiungano a questa calamità le coincidenti previsioni di un nuovo inceneritore presso l’Osmannoro (cosiddetto termovalorizzatore), la prevista terza corsia dell’ A11 e le nuove espansioni edilizie dei comuni.

Ormai una indecente cintura di cemento rende difficile l’accesso a qualsiasi area naturale e interclude la piana sestese da ciò che resta del futuro Parco agricolo.

E’ in gioco la sopravvivenza di un territorio, la salute e la vita stessa delle popolazioni che vivono nei Comuni della Piana e che da tempo manifestano la loro opposizione a questi progetti insensati.

Considerato che lo sciagurato intervento relativo alla Scuola Marescialli dei Carabinieri, con i suoi circa 700.000 mc , ha di fatto quadruplicato le volumetrie del Piano originario (200.000 mc) assorbendo anche le volumetrie ivi destinate a servizi pubblici (500.000 mc) ed occupando ben più dei 16 ettari originari, invitiamo il Comune di Firenze, nel riconsiderare la convenzione stipulata a suo tempo con i proprietari di quell’area, a ribadire che, dei 187 ettari complessivi del comparto:

- 80 ettari previsti per il Parco urbano sono da collegarsi col più ampio Parco agricolo della Piana

- almeno 30 ettari sono occupati dalla Scuola Carabinieri

- altri ettari, nella misura di 18 mq/abitante (D.M. 1444/68) dovranno essere destinati a standard urbanistici (attrezzature e servizi) in relazione ai residenti della Scuola Carabinieri

Le superfici residue che intendano ospitare eventuali ulteriori volumetrie residenziali o commerciali, dovranno garantire il soddisfacimento degli standard in relazione a tali volumetrie.

SALVIAMO LA PIANA PER SALVARE FIRENZE !